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“I PECOS HANNO UNA DOTE CHE LI DISTINGUE: APPASSIONANO”. Queste sono state le parole del direttore artistico di Musicultura Piero Cesanelli



Idee concretizzate in uno spettacolo musicale completo, da cui viene fuori tutto quello che ha costruito l’esperienza, esprimendosi nella vastità del repertorio, nello stare sul palco, nell’intrattenere, nell’intessere un percorso logico.

 

Da cui viene a galla tutto quello che ha costruito la professionalità, approcciando ai concerti in stili diversi e adattandosi ai contesti festosi delle piazze, a quelli intimi dei club, e a quelli goliardici della festa privata.

Se ne accorge l’entusiasta pubblico, e le serate si moltiplicano subito. “Fanno saltare dalle sedie,” dice un articolo.

Uno show da cui emerge l’amore per la musica nelle interpretazioni appassionate delle cover, scovando le chicche del cantautorato, saltando sui rock’n’roll di tutti i tempi, deliziandosi sullo swing, mescolando i tormentoni smussati dall’ironia, picchiando sui brani commerciali per ballare per ore.

“Gli zio Pecos fanno sold-out nella riviera adriatica,” commenta la stampa.

E nella produzione di canzoni proprie affiora un progetto, una filosofia che va oltre la musica, giocando e azzardando su suoni nuovi, nascondendo tra le note messaggi e fotografie della società moderna, per offrire un linguaggio al panorama artistico.

Nel 2011 presentano il primo album, Tribù, in un piccolo tour nell’atmosfera emozionante dei teatri. “I biglietti sono esauriti,” dichiara un manifesto fuori dalla sala.

Arrivano i riconoscimenti. Tanti. Uno su tutti, il prestigioso Premio del Centro studi Franco Enriquez che scrive: “Una perfetta fusione di cuore e anima mescolati con una sapiente rara unicità stilistica…”

Arriva il contatto con la storica agenzia Isolani spettacoli. Ne nasce una seria collaborazione lavorativa, ma anche un’intesa sul piano umano. Diventa la band più richiesta delle Marche.

Accompagnano lo spettacolo dei più importanti comici italiani: più volte sul palco a scherzare e a improvvisare con i Fichi d’India, a completare lo show di Migone, Cacioppo,ecc.

Nel 2012 arriva “Oppure no”, altro album di brani inediti, con sperimentazioni compositive e libertà espressive. Le presentazioni nei teatri, arricchite da quadri di artisti e di ospiti, registrano il pieno.

  1. Il sound, in continuo evolvere, si arricchisce con l’uso dei synt per dare energia nuova all’espressione. Mettono piede sulle piattaforme multimediali. Il singolo “Donna bomba” è pubblicato sui Digital store (Google Play, Spotify, iTunes).

Un intervento al laboratorio di Zelig e continua l’attività concertistica sia da soli sia con comici di Colorado come Scintilla, Impastato, Rocco.

Nel 2015 dividono il palco nel divertente monologo di Militello e completano la suggestiva cornice di uno spettacolo di Niccolò Fabi.

A grande richiesta fanno uscire l’album live “Quattro birre per favore”.

Nasce nel 2016 la collaborazione con le Edizioni Jois e il marketing di Astralmusic con cui avviene la produzione del singolo Giovane (2016) con il relativo video in animazione. Un singolo che suscita l’interesse delle radio locali e nazionali che richiedono ospitate e interviste.

Il booking della segreteria di Isolani spettacoli viene coadiuvato dall’agenzia Jam for live e l’attività concertistica, apprezzata in ogni città, si espande sul piano nazionale.

Mentre lo spettacolo live si arricchisce dell’intervento dei sintetizzatori e di nuove cariche, nel 2017 il singolo Roveri viene trasmesso sulle radio in tutte le regioni italiane.

Seguono i singoli e i video Novantasei (2017), che giunge sulla rinomata piattaforma di EarOne, e Umilissimo (2017) il cui video sbarca su Vevo, entrambi oggetto di interviste in radio web e FM; singoli che saranno raccolti nell’album Dentro le cose previsto per il 2018, singoli pubblicati in ogni p1iattaforma multimediale e disponibili in tutti i Digital Store (iTunes, Google Play, Spotify, ecc.).

Nell’estate 2017 si buttano anche sull’organizzazione di eventi a base di concerto e DJ set, occupandosi anche della gestione del contorno, open bar, cocktail e animazione; evento contestualizzato in spiagge e location particolari di ville e castelli: un progetto denominato Eventi Summering, che si dimostra un successo già al primo esperimento.

New: la progettazione di un nuovo show, a base musicale, completato da immagini, ospiti e movie. Un’attività continua stimolata dal premio più ambito, quello del seguito di pubblico, che in ogni parte d’Italia apprezza quello show, improvvisato e studiato allo stesso tempo, rodato, profondo e leggero, emozionante ed energico, sempre in evoluzione, arricchito di ogni tipo d’espressione: musica, luci, immagini. Arte.

 

Francesco Zagaglia nasce il 6 gennaio 1982 ad Osimo (AN).

All’età di 13 anni inizia lo studio del pianoforte con Gabriele e Cristiano Esposto apprendendo una buona conoscenza della teoria musicale.
Ma ascoltando il padre, Miro, che strimpella la chitarra, decide di passare alle 6 corde e lo fa, prima da autodidatta, poi seguito da diversi maestri.
Studia i primi rudimenti e il blues con Massimo Belfiori, poi il rock con Michele Trillini e un’introduzione al jazz seguito da Romeo Sterlacchini. Approfondisce gli studi musicali col maestro Antonio Del Sordo frequentando corsi, seminari di tecnica dell’improvvisazione e accompagnandolo come chitarrista ritmico in alcuni concerti nel 2006.

La sua esperienza live inizia con diverse formazioni rock nell’adolescenza. Con i componenti di queste band nascono belle amicizie e nuovi progetti, alcuni dei quali sono portati avanti anche oggi: il gruppo folkloristico “La guazza”, la formazione rockabilly “The juke box boys”, il gruppo dialettale “Consorzio Case9 Agrirock” e “Gli Amici dello Zio Pecos”.

Francesco Zagaglia vive a Casenuove, paesino nella campagna di Osimo, ama comporre musiche di vario genere e scrivere testi.  Innamorato della chitarra, ha iniziato a cantare nell’attesa che arrivasse un cantante a sostituirlo, ma sta ancora aspettando. Nell’attesa, Thomas lo ha incoraggiato e candidato al ruolo di cantante per cui dal 2010 studia canto seguito dal soprano Rosa Sorice.

Da quando ha smesso di fumare, si sente meglio, ha più fiato e parla, parla, parla…

Thomas Bellezze nasce il 30 ottobre del 1982 a Osimo in provincia di Ancona.

Apprende la passione per la musica da suo padre Lucio Bellezze, anch’esso chitarrista. Durante la sua infanzia non è dedito a seguire le orme del babbo, ma più incline al teppismo tra le vie del paese Passatempo, dov’è cresciuto insieme a Luca Pucci. Thomas e Luca sono amici da sempre senza essersi mai presentati, per il fatto che sono nati in un piccolo paese di campagna e a distanza di pochi giorni, dove anche i loro genitori sono carissimi amici, anch’essi dall’infanzia. Chissà, forse i loro papà si erano messi d’accordo. Hanno fatto bene.

All’età di 15 anni Thomas si iscrive alla Scuola Civica di Osimo, dove acquisisce la tecnica della chitarra classica dall’insegnante Sandro Giannoni. Nel frattempo segue anche lezioni private di chitarra elettrica, dal maestro Michele Trillini e in seguito da Lorenzo Carancini.

Non sapendo scegliere tra rock e musica classica, porta avanti entrambi i progetti. Sempre nello stesso anno nasce il gruppo rock “The Debris”, insieme a Luca Pucci, Nicola Emiliani, Alessio Ghergo e Gabriele Bellezze, il fratello più piccolo di Thomas. Questa formazione, dopo pochi mesi dalla nascita, inizia a fare esperienze live, tra cui il Festival “Rockeggiando” di Osimo, nel quale arrivano in finale ricevendo complimenti dalla giuria, perfino da Gaetano Curreri che ne era parte. Lo stesso cantante degli “Stadio” chiede quell’anno al comune di Osimo di fare una pergamena apposita per loro, regalando così stimoli, coraggio ed entusiasmo ai giovani “Debris”.

Nel frattempo conosce Checco, Francesco Zagaglia, il quale vuole ingaggiare Thomas come secondo chitarrista nel suo gruppo i “Virus K”, una band dallo stile rock-blues. Accetta, e per altri due anni continua a seguire entrambi i gruppi fino a raggiungere la maggiore età che vede le due band mescolate, fondando la “Pucciu’s Band”, dallo stile simpatico e dall’ottimo gusto musicale, composta da Francesco Zagaglia, Thomas Bellezze, Luca Pucci e Andrea Giacchè, ex batterista dei “Virus K”. Trascorrono altri due anni prima che la “Pucciu’s Band” smette di fare concerti live e dopo di essa seguono altri tre anni di stop.

Di colpo, a 23 anni, Thomas decide di abbandonare il suo lavoro per dedicarsi completamente alla musica. Riprende gli studi della chitarra classica, portando a termine gli esami al Conservatorio Rossini di Pesaro e della chitarra elettrica, innamorandosi dello swing e del jazz, seguendo lezioni private da Marco Di Meo e in seguito da Luca Pecchia. Tutti lo prendono per matto, considerando l’idea dalla gente che “musica è uguale a miseria”, oppure “musicista uguale disoccupato svogliato”.

L’anno a venire, nel 2006, tornano insieme Thomas, Francesco e Luca, per un live acustico improvvisato nei Giardini di Piazza Nuova di Osimo. Da questa seguono altri live e dopo un paio di mesi viene chiamato in ballo, provvisoriamente, anche il batterista Andrea Giacchè, che a sua volta lascia il posto a Nicola Emiliani, formando così un quartetto consolidato dal nome “Gli amici dello zio Pecos”.

Ora porta avanti tutti i suoi progetti, studiando e impegnandosi nelle composizioni musicali “pecosiane”, personali e non, trovando anche tempo di impartire lezioni private di chitarra.

Thomas è convinto di aver conosciuto le Leggi Universali del Mondo, proprio come le leggi musicali dell’armonia, comprendendo così come tutto si elabora per poi tornare al punto di partenza, la verità, quella di non sapere niente.

Luca Pucci nasce il 25 novembre del 1982, durante la famosa alluvione della Val Musone. Arriva a casa per miracolo grazie all’esperienza di guida anfibia e rocambolesca del nonno Gervasio.
Passa tutta l’infanzia insieme a Thomas Bellezze, il figlio di Lucio, il chitarrista di Passatempo. Quando capisce che per il calcio è negato, non perde l’occasione di fondare la band paesana “The Debris”. Grazie a questa iniziativa, si avvicina al mondo della musica e approfondisce lo studio di basso elettrico. Roberto Gazzani, per qualche anno, lo accompagna nei meandri del Blues, Funky e Jazz. Molto influente anche Giordano Pietroni, amico di famiglia. Poi si avvicina al contrabbasso come uno strumento strano e bizzarro. Lo stesso Pietroni lo aiuta nei primi passi dello strumento.

In questo periodo Luca suona con molte band passando dal rock al jazz, alla musica anni ‘50. Nel 2006 nasce la band “Gli amici dello zio Pecos” composta sempre da Thomas, Nick, batterista anche lui dei “Debris” e Checco, Francesco Zagaglia, già presente in diversi progetti musicali insieme al Pucci. Tra questi anche la curiosa “Pucciu’s band”, una  formazione che metteva insieme esperienza e puro divertimento.
Ora Luca Pucci prende parte a diversi progetti musicali, studia contrabbasso, insegna basso elettrico e dorme la mattina.

Nicola Emiliani nasce a Jesi (An) nel 1986.

All’età di 9 anni circa nasce la passione per la musica, grazie ad una batteria comprata dal padre. Subito inizia a prendere lezioni a Filottrano (paese in cui vive) da Diego Fiordelmondo, batterista della zona, che lo seguirà per circa 2 anni. All’età di 12 anni conosce Luca e Thomas, attuali componenti de “Gli Amici dello Zio Pecos”, che insieme ad altri 2 componenti formano un gruppo rock “The Debris”. Dopo qualche periodo di prove, iniziano a fare le prime esperienze dal vivo, su tutte quella fatta al concorso osimano “Roccheggiando”, dove la band dà una buona impressione alla giuria, ricevendo elogi, fra tutti da Gaetano Curreri.
Per vari motivi, dopo alcuni anni, il gruppo si scioglie. Iniziano cosi altre esperienze musicali con alcuni gruppi del posto, facendo crescere sempre più la curiosità sul mondo della musica. Così, all’età di 19 anni, dopo aver preso la maturità all’ISIS di Osimo, decide di iscriversi all’Università della Musica di Roma seguendo gli studi con Roberto Pistolesi, Stefano Marazzi e Gaetano Fasano. Frequenta per circa 3 anni, per poi smettere a causa dell’interruzione dei corsi dell’università stessa. Decide così di continuare il percorso, seguendo il programma dell’accademia Lizard, studiando privatamente.

Intanto in quel periodo viene chiamato da Thomas e Luca per sostituire in alcune situazioni il batterista Andrea Giacchè, conoscendo così Francesco. Dopo qualche mese, a causa di altri impegni, il batterista lascia il gruppo, così Nicola entra nella band formata da Thomas, Luca e Francesco (“Gli Amici dello Zio Pecos”) suonando inizialmente, consigliato dagli altri membri della band, soltanto con rullante e spazzole, contribuendo a quel sound particolare…il sound Pecos. Contemporaneamente Nicola entra a far parte anche di un’altra band, i Firesons, gruppo rock filottranese.

Negli anni successivi “Gli Amici dello Zio Pecos” iniziano ad allargare il repertorio su diversi generi, inserendo così l’intera batteria. Nel 2011 registra il suo primo album “Tribù”, seguito l’anno dopo da “Oppure no”.

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