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Venerdì 8 giugno 2018

 

“DENTRO LE COSE”, INEDITI DA BALLARE

“Gli amici dello Zio Pecos”, pop d’autore da Osimo

La perfetta colonna sonora dell’estate da scegliere è lo step del momento. A non farsi attendere ecco che arriva il nuovo album della band “Gli amici dello Zio Pecos”. Il terzo. “Dentro le cose” con dieci inediti tutti da cantare e ballare per assaporare il cambiamento di una delle band più seguite e amate delle Marche. Album e tournée nazionale sono pronti: l’Italia intera è dietro l’angolo.

 

Il mood

L’album, che segue “Tribù” del 2011 e “Oppure no” del 2012, è nato con suoni crudi e acustici e rinvigorito con l’effervescenza dei sintetizzatori. Alcune canzoni si sono ispirate al country e rockabilly, e sono state poi rivisitate in chiave moderna. Altre sembrano discomusic. C’è anche una ballad e varie gocce di rock.

«Limitare la creatività con un solo stile o con un solo sound sarebbe stato un peccato. Abbiamo sempre cambiato, senza essere ingabbiati da un’identità. Il pubblico fortunatamente ci ha sempre seguito – afferma Francesco Zagaglia – Ci crediamo molto nella musica e in ogni attività artistica. A volte l’uomo si scontra su temi importanti ed è giusto che lo faccia, così come è giusto che si ritrovi nelle attività ricreative. Per noi la musica è una cosa importante, una cosa che serve, punto di incontro degli uomini. La società mostra le cose serie con grandi pianti. Noi riteniamo di occuparci di una cosa seria, la musica, ma con leggerezza, serenità».

Stessa formazione di sempre per la band, che prima del rapporto lavorativo è un consolidato gruppo di amici: Francesco Zagaglia è voce, chitarre e synth; Thomas Bellezze è voce e chitarre; Luca Pucci è voce, contrabbasso e basso; Nicola Emiliani è voce e batteria. Nei live presente anche Luca Gatto al synth.

 

Un album da apprezzare

Tra l’ultimo album e il nuovo, già scaricabile da Spotify e con dei video su YouTube, molti live e singoli collezionati. “Dentro le cose”, edizioni Astralmusic, molto più di un titolo di un album. «Abbiamo letteralmente guardato dentro le cose. Nelle nostre canzoni ci sono scorci della società moderna, quella che a volte sta un po’ troppo sopra le cose e vede tutto superficialmente o d’altra parte. Quella che viviamo è una società confusa. Così abbiamo provato a guardare davvero dentro le cose, a cercare cos’è quello che conta davvero, scoprendo che a muovere il mondo, alla fine, sono le cose semplici e leggere – continua Zagaglia – Si è provato a guardarle con l’occhio vispo e pieno d’entusiasmo del bambino che è dentro di noi, che non è influenzato da ciò che c’è intorno e che si stupisce per ogni cosa».

Tra i brani c’è “Giovane”, che «sprona ognuno ad andare dritto per la sua strada. È stato il primo singolo a essere composto, così spontaneo che lo abbiamo scelto per chiudere la tracklist dell’album per lasciare un po’ d’aria fresca. In “Novantasei” c’è la voglia di evasione, in “Inferno” la confusione amorosa di una friend-zone: ci siamo divertiti a citare Dante come se a parlare fosse uno studente di Liceo. In “Roveri” c’è la ricerca di sé e in “Pensa per te” l’input per far capire che bisogna scrollarsi di dosso i pensieri degli altri».

 

La leggerezza

Poi c’è il tema della leggerezza, tanto cara al gruppo Gli amici dello Zio Pecos.

«Leggerezza non è superficialità, in “Quello che non va” ci chiediamo perché a volte non si è felici, ma la ricerca deve essere fatta con le proprie idee, non dando retta a predicatori e fomentatori tipici della nostra epoca, i famosi leoni da tastiera che infatti prendiamo in giro in “Umilissimo”». Immancabile il tema dell’amore che «in “Officina” è vissuto come passione per una lei, intesa come donna o come moto, e in “Merda”». “Le azioni noiose” è il succo di tutto il loro ragionamento, la sintesi del nuovo album.

 

Agnese Testadiferro  

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